| E’
il centro culturale della cosiddetta Terza Sponda anaune;
illustre per il passato e attualmente dall’aria discreta
di borgo rurale il cui rione nuovo si è praticamente
unito a Romallo. L’importanza passata del borgo era
dovuta alle strade. Da ricordare, oltre a quella romana,
quella detta dei Regai, che veniva da Dermulo, attraverso
il bacino della Novella, sommersa dal bacino idroelettrico
di S. Giustina. La disposizione urbanistica di Revò
ha conservato, nonostante l’evoluzione edilizia moderna,
la caratteristica tradizionale. Nella parte alta del paese,
Colomel, le case ammassate sono attraversate da androni.
Nella parte mediana, Piazza, vi sono invece le residenze
rustico-signorili del ‘500 – ‘600: Casa
Maffei e Casa Campia . La favorevole posizione geografica
– è praticamente un balcone soleggiato sul
bacino di S. Giustina – favorisce la frutticoltura,
la risorsa primaria a cui si affiancano la zootecnia ed
il commercio. Il paese è di origine romana come attestato
dalle epigrafi e da altri oggetti archeologici rinvenuti
nella zona.
Revò vanta l’acquedotto irriguo più
antico della Valle, costruito nel 1778, alimentato dalle
acque del torrente Pescara. Il paese fu interessato dal
fenomeno dell’emigrazione “specializzata”,
rivolta alla costruzione di alcuni grandi impianti ferroviari
europei.
Da Revò, in 8 Km, si raggiunge la frazione di Tregiovo,
che sorge sulla riva sinistra del Torrente Pescara, in alpestre
posizione. Il nome sarebbe stato dato dai 3 giovi sull’Ozolo:
giovat di Brez, giovat di Cloz e monte Nuovo.
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Revò

Casa Campia

Vino Groppello

Mele della Valle di Non
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